Nisida

Nisida

giovedì 30 novembre 2017

La Pudicizia

Vale la pena arrampicarsi lungo via Emanuele De Deo, strada intitolata al giovane 22enne torturato e impiccato, primo martire della rivoluzione del '99, come recita la targa apposta.
Vale la pena giungere in cima per vedere il murales di Francisco Bosoletti,  artista argentino, ispirato dalla statua della Pudicizia di Antonio Corradini esposta nella Cappella Sansevero.
Alla sinistra si trova il più famoso murales di Maradona, restaurato di recente. Ma a noi non interessa.


venerdì 17 novembre 2017

Gatto nero day. Oggi

Venerdi 17 nel 2017. E quando se no?
Un pensiero per la micia nera che tanta compagnia mi faceva in ufficio.


mercoledì 4 ottobre 2017

San Gennaro pensaci tu

Quando la jella picchia duro allora i duri iniziano a fare sul serio.
Laddove persino i cuorni non ce la fanno, vi si aggiunge san Gennaro. E allora non ce n'è per nessuno.
Direttamente dalla bottega di Rua Catalana, un tempo lattonieri, ora artisti.


(Foto M.G. Capone)

sabato 2 settembre 2017

Questa mi mancava

Tentativo di truffa a mezzo auto, meglio conosciuta come "il trucco della strisciata".
Ieri sera percorrendo la tangenziale verso Giugliano la nostra auto è stata colpita da qualcosa che ha provocato un rumore fortissimo. Mentre accostavamo un'auto dietro di noi ha lampeggiato e si è poi accostata. Ne è sceso un uomo che con modi molto urbani ci ha avvertito che mio marito con il suo modo di guidare metteva in pericolo la vita altrui e la propria.
Lo ha quindi invitato a visionare il danno che gli avrebbe creato. Poi sono ritornati verso di me e il marito mi ha detto che il tizio voleva soldi. Prima 200 poi 100 e infine 50 per il fanalino rotto.
Ho logicamente rifiutato, ho preso il cell ed ho scattato la foto della targa.
Ma che fai? Ha urlato il tipo, cancella subito!
Ma manco per niente, ho risposto, se devo farti la lettera mi serve la targa, problemi?
Neanche ho finito di parlare e il tizio è scappato, infilandosi in auto e partendo.
Arrivata a casa, inserendo la targa sul portale dell'automobilista, ho visto che non aveva l'assicurazione. Inoltre, avevamo due strisciate sull'auto, fatte forse con carta abrasiva. Ma noi non ce n'eravamo accorti.
Stamattina abbiamo denunciato ai carabinieri che dal numero di targa sono risaliti alla proprietaria,  che l'auto era in fermo amministrativo, che aveva diverse pendenze e che non era assicurata  (ma questo già lo sapevamo).
Risultava che non era stata mai fermata nè segnalata per cui si desume che le vittime precedenti hanno pagato e taciuto, guardandosene bene dal presentare denuncia. Dubito infatti che fossimo i primi.



martedì 22 agosto 2017

Qui succede Casamicciola



“Qui succede Casamicciola” è sicuramente il proverbio più famoso, l’unico ad avere varcato i confini dell’isola d’Ischia. Del resto, il terremoto di Casamicciola del 28 luglio 1883 ebbe un’eco nazionale e per le dimensioni della catastrofe e, soprattutto, per il tempestivo intervento del governo Depretis (da cui il nome di alcuni rioni baraccati). Non a caso, Casamicciola, “bianca, (che) sembrava posare su di un cuscino di verdura” è anche il titolo di una famosa novella di Giovanni Verga. Ma l’evocazione di quella sciagura va oltre la cronaca, la letteratura e i libri di storia. I 13 secondi che devastarono la cittadina termale sono una metafora potente della provvisorietà dell’esistenza, del dolore improvviso della perdita, dell’evento traumatico che condiziona in profondità il resto della vita. Come nel caso di Benedetto Croce, al punto che più di un critico ha scorto un nesso di causa-effetto tra il trauma e la riflessione filosofica. In pratica, secondo quest’ipotesi interpretativa il diciassettenne Benedetto Croce non sarebbe mai diventato il filosofo Benedetto Croce se quella sera di fine luglio del 1883 non avesse vissuto l’esperienza devastante della perdita di tutta la sua famiglia"

Questa la storia.
Che ieri si è ripetuta, uccidendo in chiesa una povera donna andata a pregare e seppellendo tre bambini sotto le macerie della loro casa venuta giù come una costruzione Lego. Il coraggio e la capacità dei vigili del fuoco, i nostri angeli, li hanno tirati fuori vivi.
Un sisma di 4 gradi Richter che ha fatto danni incomprensibili che tutti attribuiscono all'abusivismo, che a Ischia esiste ed è una catastrofe, eppure sono venute giù case antiche, in regola e persino la chiesa ricostruita dopo il 1883. 
Nel frattempo assistiamo alle solite bagarre. Turisti in fuga all'assalto dei traghetti con la miserabile pretesa di non pagare il biglietto, attribuendosi lo status di sfollati. Laddove non esiste ordine di evacuazione.
Vorrei chiudere questo post con l'augurio di speranza per un futuro migliore, come quello che esprime questa foto.



giovedì 10 agosto 2017

È morto Winck, l'Unno

Si chiamava Antonio Pignatiello e faceva il giornalista ad Alcamo. Aveva 55 anni. Era stato gia sottoposto ad angioplastica ma un infarto fulminante lo ha portato via.
Era mio amico e chi legge questo blog conosce i suoi commenti ai miei post, sempre a contestare e criticare e i litigi che ne derivavano.
Era uomo di destra e avevamo ben poco in comune eppure questa strana amicizia è andata avanti per oltre 15 anni.
Ci divideva la politica, anche se mai ho capito quale gli andasse a genio ma ci univa la musica, le letture e l'amore per Napoli dove aveva soggiornato per qualche tempo e che gli era rimasta nel cuore.
Sempre  coerente, sempre uguale, continuava il suo lavoro alternandolo con la scrittura di racconti visionari di cui di tanto in tanto me ne mandava qualcuno.
Ci teneva ad apparire antipatico e sgradevole ma era diverso, a volte persino gentile. Mi contestava ma mi voleva bene e anche io gliene volevo. Le lunghe chiacchierate nella chat di Libero e telefonate varie avevano permesso di conoscerci ma non di persona.
Devo a lui questo blog. Mi aveva incitato a crearlo e a scrivere, a me che credevo di non avere nulla da dire. Ricordo il suo primo commento: nu blog è sulo nu blog, sò 'e parole ca nun sò sulo parole.
E si è scritto anche il suo epitaffio, il giorno prima di morire, lucido e sensibile come pochi:


Keerck, riposa in pace, Unno, nel paradiso del Whalalla, cavalcando come sognavi tra le foreste del Nord.

I funerali ad Alcamo oggi alle 17.

giovedì 27 luglio 2017

Ancora il Vesuvio

L'ho già detto che occupa i miei pensieri. Vederlo distrutto in quel modo mi stringe il cuore, tanto.
Molti dei miei ricordi sono legati a lui.
La prima volta che ho visto la neve era lì.
Salimmo con la cinquecento che si mise di traverso e non voleva saperne di andare avanti. Idem per la discesa, tutta di sbieco in scivolata.
E ancora le salite e le discese col vecchio Gilera, dove io facevo le curve all'incontrario, piegandomi in modo sbagliato e Dio solo sa come non finimmo per terra.
E le ginestre in fiore che rimandavano a Leopardi
E poi in giro su e giù per il cratere alla ricerca di minerali e dell'introvabile vesuvianite, con il figlio che si era appassionato alla geologia e solo la convinzione che sarebbe rimasto disoccupato a vita lo convinse a iscriversi a Ingegneria.
Questo non gli impedì di riempirmi armadietti e scaffali di minerali raccolti in giro per l'Italia: Sicilia, Sardegna, isola d'Elba.
Stanno ancora tutti lì.